L’UE non multa Google. Gli spiega come si condivide
Il 16 luglio la Commissione europea ha consegnato a Google due documenti vincolanti. Non è una multa. È una specifica, cioè il manuale su come comportarsi, con la firma dell’Unione in fondo. Chiude l’indagine aperta a gennaio senza chiedere un euro. Chiede una cosa che a Mountain View costa di più: condividere.
La prima misura riguarda Android, dove gli assistenti degli altri potranno finalmente fare quello che Gemini faceva in esclusiva. Attivarsi con la voce, prenotarvi un taxi, leggere il contesto delle app. Il salotto di casa apre la porta agli ospiti. Non li ha invitati Google. Li ha invitati Bruxelles.
La seconda misura riguarda i dati di ricerca. Google dovrà passare ai motori rivali e ai chatbot le stesse informazioni che tiene per sé: cosa cercate, cosa cliccate, in che ordine. Anonimizzate, con un metodo a più strati messo a punto insieme agli esperti di privacy. Gli stessi dati che, a casa Google, non hanno mai avuto bisogno di essere anonimi.
Ed è qui che Google si preoccupa per voi. Kent Walker, che parla a nome dell’azienda, avverte che aprire Android metterebbe a rischio protezioni vitali di privacy e sicurezza per milioni di europei. In pratica, dice, i vostri dati di ricerca rischiano di finire a società sconosciute. Quella che li raccoglie da anni non rientra nel conto. Il recinto va benissimo. Il problema è chi prova a scavalcarlo.
Noi nerd le alternative a «Hey Google» le chiediamo da anni. Ora arrivano per decreto, con scadenza nel 2027. La libertà di scegliere l’assistente ce l’avevamo anche prima; l’abbiamo usata per non scegliere mai. L’UE ha spiegato a Google come si condivide. Nel 2027 potremo scegliere qualsiasi assistente. Sceglieremo quello di prima.
Kent Walker, per Google, avverte che le misure «risk undermining vital privacy and security guardrails for millions of Europeans» (trad. nostra: "rischiano di minare protezioni vitali di privacy e sicurezza per milioni di europei")
tra le azioni consentite agli assistenti rivali, la Commissione UE cita «booking a taxi ... or ask the AI assistant about a recently visited place» (trad. nostra: "prenotare un taxi ... o chiedere all'assistente di un posto visitato di recente")
i dati andranno condivisi in forma anonimizzata, con un metodo a più strati sviluppato con esperti di privacy, riferiscono le testate
a differenza di Google, che ha lanciato Gemini e poi si è adeguata, Apple ha tenuto le funzioni AI di Siri fuori dall'UE, riporta MacRumors
Google apre Android e condivide i dati: tu che fai?
Scegliere non aspetta il 2027
Non serve aspettare il 2027 per smettere di essere l'unico prodotto in vendita. Assistenti e motori di ricerca che non vivono di pubblicità sui vostri dati esistono già, e non hanno atteso un ordine dell'UE per rispettarvi la privacy. La scelta che l'Europa impone a Google entro il 2027, voi potete farla stasera. Basta cambiare l'assistente che avete tenuto per pigrizia.