Su Instagram debutta l’autocertificazione di inesistenza
Instagram ha rinominato l’etichetta per i profili che mostrano una persona generata dall’AI. Lo annuncia il blog ufficiale: al posto di «AI creator» adesso c’è «AI-generated profile», in italiano profilo generato dall’AI. La sostanza è un’autocertificazione. Chi non esiste va in Modifica profilo, lo dichiara con un selettore, e la pratica è in regola.
La parte più elegante sono le conseguenze per chi si autodenuncia, che secondo Instagram non vedrà calare la visibilità. Stesso pubblico, stessa vetrina, stessa carriera. L’unica novità è un’etichetta sul profilo, che avverte il pubblico che la persona non esiste.
Per chi non si dichiara, il blog promette che la visibilità sarà limitata; qualche riga più sotto lo ripete, stavolta con un forse. La pena prevista è l’uscita dai consigliati, e per rientrare ci sono due strade, l’etichetta o il ricorso. Nello stesso annuncio, la fermezza dipende dal paragrafo.
Il ricorso riguarda noi, quelli che esistono. Il censimento degli umani lo fa una macchina, e Instagram ammette che i suoi sistemi potrebbero non essere sempre perfetti. Se vi scambia per una persona generata, potete dimostrare di esistere con l’apposito modulo. L’esito arriva sull’Account Status: se esistete, ve lo comunica una pagina delle impostazioni.
Alla fine i conti tornano. Chi non esiste firma e continua a lavorare; chi esiste, al peggio, lo dimostra con una pratica. La differenza tra una persona vera e una generata, su Instagram, è ormai una questione di moduli. E i moduli, le persone generate, li compilano meglio.
il blog di Instagram scrive «We will also limit the reach» dei profili non etichettati e, più avanti, che chi non si etichetta «may see limits to their profile's reach» (trad. nostra: «limiteremo la visibilità» / «potrebbero vedere limiti alla visibilità del profilo»)
«Creators who simply use AI tools as part of their creative process don't need to add the label» (trad. nostra: «chi usa semplicemente strumenti AI nel processo creativo non deve aggiungere l'etichetta»)
Instagram spiega che «people don't like seeing a profile that seems human, only to find out later that the person featured is AI-generated» (trad. nostra: «alla gente non piace vedere un profilo che sembra umano e scoprire solo dopo che la persona ritratta è generata dall'AI»)
sull'affidabilità del rilevamento automatico, il blog ammette «Our systems might not always be perfect» (trad. nostra: «i nostri sistemi potrebbero non essere sempre perfetti»)
Instagram etichetta le persone generate dall'AI: tu che fai?
L'esistenza si controlla anche da fuori
Non serve aspettare l'etichetta, né fidarsi del selettore. Una persona vera lascia tracce fuori da Instagram. Interviste, un sito, altri canali con la stessa faccia e la stessa voce. Una persona generata vive solo dove la pubblicano. Prima di affezionarvi a un profilo perfetto, cercatelo anche altrove.