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OpenAI non ha alcun interesse per i segreti di Apple. Ha già assunto chi li conosce.

OpenAI non ha alcun interesse per i segreti di Apple. Ha già assunto chi li conosce.

15.07.2026 4 indignati
Cosa è successo
Apple fa causa a OpenAI
Accusa il furto di segreti hardware; dentro, due ex Apple.
Chi ci guadagna
Il reparto assunzioni di OpenAI
Design di Jony Ive, hardware di Tang Tan, curriculum di Cupertino.
Cosa cambia
L'uscita, forse
Apple vuole fermare l'hardware, il debutto 2027 traballa.

Il 10 luglio Apple ha fatto causa a OpenAI. L’accusa è di aver sottratto segreti hardware, e nella denuncia ci sono due nomi che ad Apple ci hanno lavorato per anni. Il portavoce di OpenAI, Drew Pusateri, ha subito messo le cose in chiaro: dei segreti industriali delle altre aziende, a OpenAI non importa niente. Agli avvocati di Apple, invece, parecchio.

Il disinteresse ha una storia recente. Per costruire il suo hardware, OpenAI ha comprato per 6,5 miliardi di dollari la società di design di Jony Ive, l’uomo che ha disegnato metà degli oggetti Apple che avete in casa. Anche il capo del team hardware, Tang Tan, arriva da Cupertino. Di segreti di Apple, neanche uno. Hanno preso soltanto le persone che li hanno creati.

Il primo aggeggio, dicono i report di Bloomberg, sarà uno speaker senza schermo: la manifestazione fisica di ChatGPT in salotto, con fotocamera, sensori e una batteria per portarvelo dietro di stanza in stanza. Per conoscervi meglio, dovrebbe leggere anche le vostre email. Un amico che vi ascolta, vi guarda e sa già cosa avete ordinato online.

Il device dovrebbe essere mostrato entro l’anno e arrivare nel 2027, piani permettendo. Nel frattempo Apple ha chiesto al giudice di fermare del tutto l’hardware di OpenAI. Si litiga in tribunale su un oggetto che nessuno ha ancora visto. Per ora l’unico hardware di OpenAI arrivato a destinazione è il fascicolo della causa.

Noi nerd, intanto, siamo già in fila per regalare le nostre email a una fotocamera, purché ci risponda con la voce giusta. OpenAI, dal canto suo, fa sapere di non essere a conoscenza di prove che la causa abbia un fondamento. Ha smentito l’interesse per i segreti. Non di aver assunto chi l’hardware di Apple l’ha fatto.

«We have no interest in other companies' trade secrets», dice il portavoce OpenAI Drew Pusateri (trad. nostra: "Non abbiamo alcun interesse per i segreti industriali delle altre aziende")

Traduzione: Non ci servono. Abbiamo assunto chi li ha disegnati./

secondo la denuncia Apple, a Tan e Liu si contesta di aver chiesto ai candidati ex Apple di presentarsi «with details on unreleased devices, components, manufacturing processes, and vendor relationships» (trad. nostra: "con dettagli su dispositivi non usciti, componenti, processi produttivi e rapporti con i fornitori")

Traduzione: Un colloquio normale. Portate il portfolio e i piani di produzione del vostro ex datore./

lo speaker «will also use personal information, such as emails, to learn more», riferisce Bloomberg (trad. nostra: "userà anche informazioni personali, come le email, per imparare di più")

Traduzione: Vi conosce a fondo. Comincia dalla posta./

avrà «mechanical elements that can move on their own» per «connect on a humanlike level», riferisce Bloomberg (trad. nostra: "elementi meccanici che si muovono da soli" per "connettersi a un livello umano")

Traduzione: Si muove da solo per sembrare vivo. Come un criceto, ma in abbonamento./
SONDAGGIO Pensi davvero che lo sviluppatore abbia tempo da perdere per darti dei numeri veri?

E tu, lo metti in salotto lo speaker che ti legge la posta?

Il segreto che resta tuo

Nessuno vi obbliga a mettere in salotto una fotocamera che, secondo i report, legge la posta per farvi compagnia. Uno speaker che riproduce musica e risponde all'ora esatta esiste già, costa un decimo e non impara niente di voi. I vostri segreti industriali, quei pochi che avete, restano una cosa vostra.

Disclaimer: Quello che leggete qui è SATIRA al 100%. Non è una recensione tecnica (per quella c'è Tech-Zone), né un attacco ai prodotti. Vogliamo bene a tutti, anche alle multinazionali. Il nostro scopo è ridere del marketing e delle nostre ossessioni tech.
I dati seri, zero sarcasmo