L’iPhone Ultra pieghevole da 2.500 dollari rinuncia al Face ID. A quel prezzo ti riconosce dal portafoglio
La Favola che ci Raccontano
L’ultima favola arriva da Tokyo. Nikkei Asia, citando fonti della filiera, racconta che Apple ha chiesto ai fornitori di prepararsi a dieci milioni di iPhone pieghevoli; finora l’obiettivo era di sette-otto milioni. Appuntamento a settembre, dicono, insieme agli iPhone 18 Pro.
Ufficialmente, intanto, questo telefono non esiste: mai annunciato, mai confermato. Il prodotto più segreto di Cupertino, lo conoscono i fornitori, gli analisti, le testate e chiunque abbia dieci minuti di internet. Manca solo Apple. Il riserbo, nel 2026, funziona così: prima parla la catena di montaggio, poi gli analisti compilano il listino, e per ultima arriva la presentazione ufficiale, a svelare quello che sappiamo da mesi.
I leaker, in compenso, la scheda tecnica l’hanno già finita: schermo interno da 7,8 pollici, esterno da 5,5, chip A20, modem C2 fatto in casa, formato a libro, e un nome che circola, iPhone Ultra. Niente Face ID, però: si torna all’impronta digitale, come ai vecchi tempi. Il futuro si apre in due e si sblocca col dito. Quanto al prezzo, Apple non l’ha detto (il telefono, ricordiamo, non esiste), così hanno provveduto gli analisti di IDC: 2.500 dollari di media, fino a 3.000 per i tagli di memoria grossi.
Il pezzo forte, ovviamente, è lo schermo che si piega. E qui la favola diventa commedia: secondo gli analisti di Counterpoint, il pannello lo farà un fornitore unico. Samsung Display. Sette anni dopo il primo Galaxy Fold, la rivoluzione di Apple arriva con lo schermo di chi la fa da sette anni.
- secondo fonti vicine alla supply chain
- Non Apple: gente che conta i componenti in fabbrica. Apple non ha aperto bocca.
- i problemi di cerniera sembrano essere stati risolti
- Sembrano. Nessuno ha ancora visto la cerniera, tanto meno chi lo scrive.
- lancio atteso a settembre
- Atteso da chi lo scrive, non promesso da chi lo produce. Se slitta, nessuno aveva promesso niente.
Il verdetto
- Dieci milioni di pezzi non si chiedono ai fornitori per un esperimento: la filiera, stavolta, ci crede davvero.
- Il pannello lo firma chi di pieghevoli ne fa da anni: lo schermo, almeno, non è un salto nel buio.
- Metà dei nerd trova i pieghevoli inutili. È la stessa metà che a settembre vorrà vederlo da vicino.
- Apple non ha confermato niente: né il telefono, né settembre, né, soprattutto, il prezzo.
- 2.500 dollari è la stima media: la parola «media», lì dentro, lavora contro di noi.
- Fonte unica dietro paywall: se Nikkei ha capito male, abbiamo capito male tutti.
Primo iPhone pieghevole, 2.500 dollari di stima: tu che fai?
La Mossa Anti-Pollo
Stavolta la mossa è la più facile di sempre: niente. Il telefono non è annunciato, non ha un prezzo, non si può prenotare. Non comprarlo riesce benissimo anche da fermi. Se a settembre esisterà davvero, esisterà anche a ottobre, col listino vero al posto delle stime e le recensioni di chi l'ha aperto e chiuso per una settimana. Aspettare è gratis: è l'unica cifra confermata di tutta questa storia. E se un pieghevole vi serve proprio adesso: quello esiste da anni, e lo fa l'azienda da cui, dicono, arriverà anche lo schermo di Apple. Saltate l'intermediario.